LaPresse, Marco Durante: “Continueremo a investire: all’estero il 65% dei ricavi”

“Nel pieno della pandemia, quando il mondo era bloccato e non si parlava di crescita e di sviluppo ma spesso solo di mera sopravvivenza noi abbiamo puntato su di una politica di ulteriore sviluppo internazionale che ci ha portato ad aprire o a potenziare ben 15 sedi all’estero. Attualmente su un fatturato globale di circa 65 milioni il 65% dei ricavi proviene dalle nostre attività estere e solo il 35% dall’Italia, che resta comunque il nostro mercato di riferimento”. Così in un’intervista al Corriere della Sera Marco Durante, fondatore ed editore de LaPresse, illustra le prossime strategie del gruppo, un’azienda, spiega, che si è sviluppata su più linee di business.

C’è la parte di agenzia di stampa, di cui sono clienti i principali gruppi editoriali italiani ed esteri, sia di carta stampata che video e che occupa in Italia circa 100 giornalisti, su un totale di circa 400 dipendenti nel mondo. Abbiamo poi una divisione specializzata nei video e nelle videoclip e in questo segmento i nostri principali clienti italiani sono ovviamente la Rai e Mediaset e La7. Ma siamo anche agenzia fotografica, e questo è stato l’inizio del nostro business. Diamo copertura ai principali eventi sportivi italiani e internazionali, dai mondiali di calcio e di sci alle competizioni più locali”.

Ci sono le nostre competenze e la nostra forza nella distribuzione – sottolinea Durante – Siamo di in grado di portare un evento che si svolge, supponiamo in Giappone, in qualunque parte del mondo in tempi brevissimi e diamo ai nostri clienti una visibilità internazionale altrimenti non avrebbero”. Alla base di questo modello c’è un accordo di partnership strategica con la Associated Press, di cui Durante è partner privilegiato. Le prossime tappe? “Ancora all’estero. Da settembre apriremo una struttura stabile in Spagna, un mercato molto promettente, come quello del Marocco. E poi guardiamo alla Germania e alla Gran Bretagna e ad altri Paesi europei”.

Il segreto del talento – sottolinea Durante – è arrivare un minuto prima degli altri”. E racconta. “Ho studiato tanto. Sempre con umiltà, a 16 anni scaricavo le cassette al mercato di Porta Palazzo, a Torino, per 500 lire, un cappuccino e una brioche. Oggi sono a capo di una multinazionale, ho cinque lauree e ogni mese pago centinaia di stipendi. Per me questo è la crescita di una persona, il successo vero. E l’ho ottenuto grazie alla determinazione, il mio valore nascosto più forte: non mollo mai”.”Nella vita si può cadere più volte ma ciò che fa la differenza è sempre il rialzarsi e il riprendere il cammino”.

L’esperienza sportiva, le passioni per il nuoto e per il calcio che ho vissuto da professionista, sono state di grande supporto nel lavoro quando nel 1994 ho fondato l’agenzia LaPresse” aggiunge Durante.

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