Tenacia e fantasia, Gl’Amour: storia di una coppia di imprenditori che ha sfidato la crisi

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Gl'Amour

Tanti, troppi imprenditori si lamentano per le conseguenze dell’emergenza sanitaria, che ormai perdura da un anno. Giustamente tra l’altro. La categoria dei parrucchieri è stata una delle più penalizzate dal Covid, dopo la chiusura obbligata di marzo, aprile e maggio dell’anno scorso e le prime riaperture a singhiozzo prima dell’estate. Fino ad una nuova normalità, scandita da rigidi protocolli di sicurezza.

In un anno in cui la maggior parte dei professionisti della bellezza ha dovuto fare i conti con ingenti perdite di fatturato, Gianfranco Amendolagine e Giacomo Luciano sono riusciti ad arginare la crisi. Per adeguare il loro salone di Pino Torinese, Gl’Amour, hanno investito più o meno diecimila euro. E, a distanza di un anno da quando è iniziato quello che per molti colleghi è stato il periodo più difficile, i due artisti piemontesi fanno un bilancio sulla loro attività. Ed è positivo. “Abbiamo lanciato da poco una linea di prodotti specifici per capelli. Si chiama ‘Gl’Amour Preziosa’ e per ora comprende cinque tipologie di shampoo. Ma prossimamente metteremo sul mercato anche altri prodotti per la cura dei capelli e della cute. Per continuare a prenderci cura delle nostre clienti, anche a casa loro“.

Il motivo per cui non hanno accusato il colpo a dispetto delle nuove norme sta proprio nel legame che sono riusciti ad instaurare con le clienti. “Quando abbiamo riaperto dopo il primo lockdown ci siamo resi conto che non vedevano l’ora di tornare da noi” racconta Gianfranco. E gli fa eco Giacomo: “L’isolamento ha portato tutti a volersi prendere maggiormente cura di sé e le donne hanno capito l’importanza del parrucchiere non solo per le acconciature. Vedersi belle fuori fa bene all’anima. E noi facciamo di tutto perché nel nostro salone si sentano regine. Ma in famiglia“.

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Voi due, del resto, siete già una famiglia?

Giacomo: “Sì, non solo dal punto di vista professionale. Tre anni fa abbiamo unito le nostre strade dando vita al salone di Pino Torinese per avere qualcosa che fosse nostro. E pochi giorni prima dell’inagurazione abbiamo unito anche le nostre vite: ci siamo sposati“.

È stato il lavoro a farvi incontrare?

Gianfranco: “Lui era venuto da me con sua madre per tagliarsi i capelli e no, tra noi non c’è stato il classico colpo di fulmine. Ma ci siamo piaciuti a livello umano e ci siamo frequentati in amicizia per un po’. Salvo poi scoprire che il sentimento dell’amicizia stava lasciando il posto ad un altro tipo di sentimento. Più profondo“.

Oggi lavorate insieme: chi l’ha deciso?

Giacomo: “Insieme. Nonostante io sia laureato in Economia e pensassi di lavorare nell’azienda dei miei nonni, quando l’ho incontrato ho rimesso in discussione le mie scelte. L’arte mi ha sempre affascinato e Gianfranco è stato bravo, senza mai convincermi, a farmi entrare nel suo mondo in modo molto naturale. Non a caso lui aveva un suo salone a Torino, ma ha scelto di aprirne uno con me. Siamo una squadra: lui alle spalle ha oltre trent’anni di carriera, ma da “collega” mi ha sempre trattato alla pari“.

Quali sono i vostri punti di forza?

Gianfranco: “Come hair stylist non posso giudicarmi da solo, ma avere l’apprezzamento delle clienti mi rende orgoglioso. Non sto qui a dire quanto sono bravo: quello lo devono fare gli altri. Ma la chiave del successo della nostra attività non è legata solo alle nostre abilità con pettini, spazzole e forbici. Credo che dipenda in buona parte dall’empatia che si viene a creare in rapporti che non sono solo di lavoro. Uno dei motivi che ci ha portato a crescere dopo il primo lockdown è stato proprio nel desiderio, da parte delle clienti, di volerci rivedere dopo un periodo di lontananza. Non era dovuto soltanto al bisogno di stare meglio dal punto di vista estetico“.

Giacomo: “Gianfranco ha studiato psicologia prima di iniziare la sua carriera di parrucchiere. È bravissimo nell’ascolto e, anche se parla poco, sa dare ottimi consigli. L’aveva fatto con mia madre quando io ancora non lo conoscevo e poi con me. Sa diventare uno di famiglia con le clienti e gli viene spontaneo. Io, a differenza sua, sono più estroverso e so mettere chiunque a proprio agio“.

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Nel corso del 2020 avete avuto varie esperienze con le celebrities del cinema: loro vi hanno messo a vostro agio?

Giacomo: “Assolutamente. Abbiamo lavorato dietro le quinte della Mostra del Cinema di Venezia e della Festa del Cinema di Roma: da parte mia c’era tanta curiosità nei confronti di nomi che ho sempre visto sul grande schermo o in Tv. Ma timore reverenziale mai. Gianfranco mi ha insegnato a relazionarmi ad ogni cliente come se fosse una star, a prescindere dal suo ruolo, pubblico o meno. In salone da noi vengono abitualmente molte manager o mogli di manager che hanno girato il mondo prima di stabilirsi a Pino Torinese: siamo orgogliosi del fatto che ci abbiano scelto e che continuino ad affidarsi a noi. Evadere dalla nostra quotidianità però, in un anno così difficile dal punto di vista psicologico ed emotivo, ci ha aiutato: non a caso abbiamo avviato una collaborazione con Pamela Perricciolo che attraverso la sua agenzia Dreaming Management sta lavorando per noi. Anche in futuro faremo delle esperienze diverse e stimolanti. Credo che servano per farci dare il meglio anche nel lavoro di tutti i giorni“.

Gianfranco: “In passato ho lavorato dietro le quinte nel mondo della moda: personalmente non sono molto sensibile a piume e paillettes di quel mondo, come del mondo dello spettacolo in genere. Mi interessa solo che chi si affida alle mie mani sia felice del risultato. Così ben vengano nuove esperienze, ma solo se finalizzate a farci fare ancora meglio quello che facciamo di solito e che non smetteremo di fare“.

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