GOAT Money Academy, la scuola che insegna il trading come un mestiere

Un protocollo scritto, coach che lavorano ogni giorno sui mercati e una community che opera insieme. Il progetto co-fondato da Orso Giordi Locatelli e Armando Perrone ha scelto la strada della scuola: nessun segnale da copiare e operazioni pubblicate anche quando vanno male.

Tre persone su quattro, tra chi si avvicina ai mercati finanziari, non lamentano la mancanza di informazioni ma quella di un metodo. È il dato più netto di un’indagine condotta nel luglio 2026 da GOAT Money Academy sui questionari compilati da oltre 2.500 iscritti ai suoi workshop gratuiti: il 76,4% indica come primo ostacolo «la mancanza di un metodo chiaro», molto più della paura di perdere denaro (30,4%) o della mancanza di tempo (30,9%).

Non si tratta di principianti assoluti. Oltre sei intervistati su dieci hanno già operato sui mercati, e più della metà di loro giudica deludente l’esperienza fatta finora. Eppure solo il 5,9% indica il guadagno come motivazione principale: la spinta più citata, da un intervistato su tre, è la voglia di capire.

È su questa domanda (capire, prima ancora che guadagnare) che GOAT Money ha costruito la propria evoluzione. Nato a gennaio 2025 dall’esperienza operativa di Orso Giordi Locatelli e dalla visione imprenditoriale di Armando Perrone, il progetto è partito da serate gratuite online e nel 2026 ha compiuto il passo decisivo: strutturarsi come una vera scuola di trading, con un programma didattico, un gruppo di coach e una community che lavora insieme ogni giorno.

«Insegniamo il trading come si insegna un mestiere», spiega Locatelli, attivo sui mercati da circa vent’anni e consulente finanziario autonomo iscritto all’Albo OCF. «Regole scritte, pratica quotidiana e qualcuno che ti corregge mentre lo fai. Non serve talento: servono un metodo che si possa insegnare, numeri che si possano controllare e la costanza di applicarli».

Un protocollo uguale per tutti

Il cuore della didattica è il protocollo che la scuola chiama «level to level», articolato in tre tempi. Prima dell’apertura dei mercati si prepara il piano: i livelli di prezzo su cui lavorare, gli scenari possibili, il rischio massimo della giornata. Poi l’esecuzione, solo sui livelli stabiliti. Infine la revisione a mercati chiusi, operazione per operazione. «Se non è scritto, non si opera» è una delle prime regole che gli studenti imparano.

Il percorso principale, la Day Trading Academy, si sviluppa in nove aree progressive: dalle basi del mercato alla lettura del trend, dai livelli alla gestione di stop loss e take profit, fino alle metriche e al coaching dal vivo a mercati aperti. Accanto alle lezioni ci sono le sessioni individuali, in cui un coach esamina il diario operativo dello studente e lavora sugli errori ricorrenti, a cominciare da quelli psicologici. Chi vuole farsi un’idea prima di qualsiasi scelta può partire dal workshop gratuito di tre serate, che si tiene ogni mese, o da una open class settimanale in cui si assiste dal vivo a una sessione di lavoro.

Il rischio prima del risultato

C’è un dettaglio che dice molto dell’impostazione della scuola: i risultati non si raccontano in euro né in percentuali, ma in «R», l’unità che misura quanto si è deciso di rischiare su una singola operazione prima di entrare. Se il rischio fissato è di 100 euro, un’operazione chiusa in perdita vale −1R; una che raggiunge un obiettivo pari a tre volte il rischio vale +3R. «Ragionare in R rende le operazioni confrontabili, qualunque sia il capitale di partenza», osserva Locatelli. «È così che un metodo diventa misurabile, invece che raccontabile».

Ne discende la scelta più insolita in un settore abituato alle vetrine: GOAT Money pubblica le operazioni condivise dagli studenti con il nome di chi le ha eseguite, comprese quelle in perdita. «È l’unico modo onesto di mostrare un metodo», sostiene Locatelli. «Quello che funziona si vede dalle statistiche su un campione ampio, non dall’ultima operazione».

Una squadra, non un guru

Dietro l’accademia lavora oggi una squadra organizzata in cinque aree (direzione, trading e formazione, marketing, organizzazione e supporto, orientamento degli iscritti) con alla guida, accanto a Locatelli, il co-fondatore Armando Perrone e l’amministratore delegato Giuseppe Nocifora. La parte didattica è affidata a un gruppo di coach coordinato da Alessio Montini, Head of Trading Education, che tiene le lezioni di alcuni percorsi e segue gli studenti nella community. Anche sulle credenziali la scuola sceglie la precisione: l’iscrizione all’Albo OCF è una qualifica personale di Locatelli, non una certificazione dei corsi, e i contenuti hanno finalità esclusivamente formative. «Nessun corso può garantire rendimenti, e il trading comporta sempre il rischio di perdere il capitale», sottolinea. «Chi promette il contrario sta vendendo altro. Noi non vendiamo risultati: costruiamo competenze». L’interesse, intanto, cresce: oltre 10.000 persone hanno seguito i workshop gratuiti mensili, con serate che hanno superato il migliaio di collegati in contemporanea, e sono circa 900 gli studenti formati dall’accademia. L’obiettivo dichiarato guarda oltre i confini nazionali: diventare un punto di riferimento europeo per la formazione nel trading. Il motto che la scuola ha scelto è volutamente sobrio: «La formazione è il tuo primo investimento». In un mercato in cui abbondano le promesse, la scommessa di GOAT Money è che la credibilità si costruisca come il metodo: una giornata di mercato alla volta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti